Seconde case: perché hanno tariffe più alte? -
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Seconde case: perché hanno tariffe più alte?

Anche Striscia la Notizia si è interessata alla differenza di costi tra utenze domestiche residenti e non residenti. In questo breve articolo ti spieghiamo il perché di questa disparità di trattamento.

Qualche tempo fa,  alcuni #revolucionari ci segnalarono un breve servizio mandato in onda dal programma “Striscia la Notizia” l’11 novembre 2017. In Questo servizio, si parlava dei costi dell’energia relativi alle seconde case (puoi guardarlo a questo link o qui in basso, nella puntata integrale di Striscia: il servizio parte al minuto 2.14 e termina a 4.10).

All’interno del pezzo, Charlie Gnocchi nei panni di Mister Neuro, affronta insieme ad alcuni esponenti del CODACONS e dell’ex AEEGSI (ora ARERA) il problema relativo agli “aumenti ingiustificati” che hanno colpito decine di migliaia di proprietari di seconde case, che hanno visto crescere in maniera esponenziale i costi degli “oneri di sistema” in bolletta.

 

 

Già all’epoca approfondimmo l’argomento. Ora lo riproponiamo per via di numerose domande che ci arrivano al riguardo. Cerchiamo di capire, dunque, perché a partire da gennaio 2017 gli utenti domestico non residenti (ovvero i proprietari di seconde case) si trovano a pagare in più per la spesa energetica delle proprie utenze.

Con la riforma l’AEEGSI (Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico) con delibera 582/2015/R/eel ha previsto:

  • La riduzione e la successiva abolizione della progressività, cioè del sistema che faceva pagare un prezzo maggiore al kWh in corrispondenza di alti consumi;
  • Una nuova tariffa TD che va ad inglobare le vecchie tariffe D2 e D3;
  • Un intervento sugli oneri di sistema.

 

Cosa sono gli oneri di sistema?

Gli oneri generali di sistema sono importi fatturati per coprire i costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico. Sono pagati da tutti i clienti finali del servizio elettrico.

In particolare per:

  • messa in sicurezza del nucleare e misure di compensazione territoriale;
  • incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate;
  • copertura delle agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario;
  • sostegno alla ricerca di sistema;
  • copertura del bonus elettrico (non viene pagato dai clienti cui è stato riconosciuto il bonus sociale);
  • copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia;
  • integrazioni delle imprese elettriche minori e promozione efficienza energetica.

 

Cosa cambia per le seconde case (i non residenti)?

Con la delibera dell’Autorità da gennaio 2017 non esistono più quindi le tariffe D2 e D3, ma si ha un’unica tariffa TD per i servizi di rete: la TD si applica a tutti i clienti domestici, eliminando la distinzione tra clienti residenti e non residenti ed abolendo gli scaglioni di consumo.

È proprio l’introduzione della tariffa TD che determina l’incremento della spesa per le seconde case: la spesa per gli oneri di sistema va ad aumentare per i clienti non residenti di circa 130€.

Come si afferma anche nel servizio di Striscia, sono stati aumentati gli oneri per le seconde case. Proprio per gravare di meno sulla maggior parte dei clienti domestici. In Italia. questi ultimi, rappresentano circa l’80% delle utenze.

 

E con Revoluce?

Anche noi di Revoluce nel corso del 2017 abbiamo dovuto adeguare le tariffe per i non residenti. È per questo che per le seconde case abbiamo dovuto aggiungere un canone fisso mensile. Questo si affianca al prezzo al kWh. Mentre per il domestico residente rimane un unico prezzo tutto incluso e senza costi fissi.