6 trucchetti utili per ottimizzare i consumi energetici in casa

Salvadanaio dei consumi

Abbattere la propria spesa energetica è un desiderio che alletta molti consumatori. Tuttavia, ad oggi, la soluzione rimane solamente una per poterlo fare concretamente: installare una fonte rinnovabile. Questo per “autoprodursi” l’energia.

Sì, è vero che in giro per il web ci sono molteplici progetti che promettono di azzerare le proprie fatture, ma bisogna sbracciarsi. Non credere che sia così semplice (e soprattutto non rischioso) imbattersi in un progetto del genere.

Qualcosa si può fare, però, partendo dalla quotidianità e dai nostri stili di vita. È vero che così facendo non si azzererà di certo la spesa, ma con dei piccoli ed efficaci accorgimenti è possibile quanto meno risparmiare sui consumi.

In questo articolo abbiamo voluto raccogliere 6 trucchetti utili per evitare di consumare a vuoto e poter, così, distinguere le buone abitudini da quelle inutili.

 

 

Lo scaldabagno – o boiler – sempre acceso?

Per le abitazioni non rifornite dal gas metano, probabilmente lo scaldabagno è l’alternativa più utilizzata. Un errore che si fa spesso è quello di pensare che mantenere lo scaldabagno sempre acceso possa consumare di meno.

In realtà lo scaldabagno consuma di più se rimane acceso costantemente, in quanto l’energia consumata è strettamente collegata alla temperatura raggiunta al suo interno. pertanto più l’acqua si manterrà calda più sarà elevato il consumo di energia.

Quindi entrano in gioco diverse variabili. Il principio è  che tenendo lo scaldabagno sempre acceso, rischia che la resistenza consumi energia per riportare l’acqua in temperatura anche quando non serve.

Secondo stime del settore uno scaldabagno elettrico della potenza di 1.000 watt attivo per 6 ore al giorno, può arrivare a consumare fino a 500 € all’anno.

 

 

I dispositivi spenti non consumano

Standby o non standby? Questo è il dilemma!

I consumi in standby sono presenti anche quando gli apparecchi elettrici sono spenti o non svolgono la loro funzione principale. Questa energia è consumata dagli alimentatori e dai sensori che sono in attesa di un segnale che dovrebbe provenire da tastiere e display a LED e che indicano lo stato dell’apparecchio.

Secondo delle misurazioni fatte a livello europeo, il consumo medio degli apparecchi in standby potrebbe arrivare oltre i 300 kWh/annui per singola abitazione, l’equivalente di 60 €.

 

 

Estate col ventilatore?

L’utilizzo di un ventilatore, portatile o da soffitto, è progettato per spostare l’aria, non per raffreddarla. 

Quando lo utilizziamo, grazie allo spostamento dell’aria ci permettere di sentire quella frescura, la stessa che svanisce nello stesso momento in cui lo spegniamo. Pertanto, quando si esce di casa, e si pensa che lasciando il ventilatore acceso lo stesso possa rinfrescare la temperatura, ci sbagliamo di grosso.

Il costo di un ventilatore acceso tutto il giorno potrebbe arrivare a costare fino a 60 €/cent al giorno.

 

 

Climatizzatore “a manetta”

Indipendentemente se stiamo parlando di riscaldamento o raffrescamento della temperatura, l’idea di impostare una temperatura troppo alta o troppo bassa, con l’idea di raggiungere più velocemente l’obiettivo, è alquanto sbagliata.

Così facendo il tempo impiegato per raggiungere la temperatura desiderata sarà lo stesso, l’unica differenza sarà sulla durata del suo funzionamento, quindi incidendo esclusivamente sull’utilizzo di più energia. 

Un condizionatore di ultima generazione consuma mediamente 450 watt, una pompa di calore può arrivare a consumare anche 1.000 watt. Pertanto, mediamente, 24 ore di utilizzo potrebbero arrivare a costare oltre i 2,50 €.

 

 

I caricabatterie volanti

Il caricabatterie continuano a consumare nonostante non siano collegati al nostro smartphone o altro dispositivo? Occorre sfatare questo mito, anche se lo stesso non va ad incidere quasi per niente sulla spesa energetica.

Secondo gli esperti della piattaforma EnergySavingSecrets, un caricatore per smartphone connesso alla presa di corrente continua a consumare circa 0.25 watt all’ora. Seppur stiamo parlando di un consumo alquanto irrisorio per il singolo apparecchio. Ma se consideriamo gli svariati dispositivi, e di conseguenze eventuali “prese volanti”, la cifra potrebbe diventare alquanto interessante.

Una singola “presa volante” in un anno potrebbe arrivare a consumare appena 1 €.

 

 

I pc dormono davvero in modalità “sleep”?

Mettere il computer in modalità sospensione – o sleep – anziché spegnerlo può risultare comodo, in modo da averlo immediatamente operativo all’evenienza, tuttavia significa farlo continuare a lavorare.

Anche qui entrano in gioco diverse variabili, come le componenti stesse del PC, tuttavia da ricerche effettuate da tecnici del settore informatico si può considerare che un computer in modalità sleep può arrivare a consumare anche 40 watt all’ora. Se consideriamo 8 ore di standby (tutta la notte), il costo annuo di un singolo pc potrebbe arrivare fino a circa 25 € all’anno.

 

A conti fatti

Complessivamente questi piccoli accorgimenti, trucchetti o consigli potrebbero portare ad ottimizzare la propria spesa annua energetica, e non di poco. A conti fatti, qualche centinaia di euro si riuscirebbero a risparmiare senza scervellarsi più di tanto in cerca di chissà quale offerta miracolosa che di colpa riduca le proprie spese energetiche.

Nel mercato libero bisogna diffidare da chi propone di dimezzare le bollette o magicamente eliminare qualche costo. Fin dalla nascita del mercato libero la battaglia si è incentrata esclusivamente sui prezzi, tralasciando certezza e qualità.

È per questo che ogni giorno sentiamo persone scontente del proprio fornitore, prese in giro o alle prede con qualche servizio.

A noi di Revoluce tutto questo non è mai piaciuto e per questo che abbiamo puntato, fin dall’inizio, a un servizio che risultasse chiaro e trasparente per i nostri clienti!

E questi sono i risultati!

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