Mercato Libero: nuovo probabile rinvio da parte dell’ARERA. Il punto sulla situazione

Siamo sul finire del 2019 e l’imminente 2020 porta una ventata di freschezza nel mondo dell’energia elettrica. O forse no? Il 1 luglio 2020 è, o meglio era, prevista la fine del Mercato Tutelato e una completa liberalizzazione dell’energia. Ultimamente alcune dichiarazioni da parte delle autorità hanno fatto sorgere qualche dubbio. A quanto pare si va verso l’ennesimo rinvio. Scopriamo allora qual è la situazione, a cosa è dovuto questo slittamento e cosa si può fare per non restare spiazzati al momento della fine della Maggior Tutela.

 

A che punto siamo?

Il 18 novembre scorso si è riunita la Commissione Attività Produttive. In questa occasione il presidente dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) Stefano Besseghini ha portato alla luce alcune sue perplessità riguardo la liberalizzazione del mercato energetico.

Nel settore elettrico, il servizio di Maggior Tutela costituisce ancora il metodo di fornitura cui i clienti di piccola dimensione (uso domestico residente e non residente, ndr) ricorrono più frequentemente. Sono soprattutto i clienti domestici rispetto a quelli non domestici a restare ancorati alla maggior tutela

Per l’ARERA lo scarso passaggio dei clienti al Mercato Libero negli anni 2018 e 2019 significa un cambiamento più lento di quanto si pensasse. Vediamo quali dati supportano questa teoria.

 

Cosa dice l’ARERA?

Numeri alla mano solo il 14% degli utenti domestico residente è entrato nel Mercato Libero. Mentre il bacino di utenza domestico non residente che si è spostato dalla Maggior Tutela al Mercato libero è pari al 20%.

Per il mercato gas: il 50% delle forniture nazionali è sotto Tutela, mentre l’altra metà è nel Mercato Libero.

Secondo Besseghini la vendita “al dettaglio” presenta un problema di scarsa concorrenza. Questa affermazione arriva nonostante i quasi 700 fornitori presenti sul territorio italiano.

Per la liberalizzazione completa, il presidente ARERA chiede norme precise e ben definite al fine di

“perseguire nel modo più efficace l’obiettivo di completa liberalizzazione dei mercati dell’energia e di interventi volti a favorire la promozione di una effettiva concorrenza”.

Il presidente ARERA continua sostenendo che questo eventuale slittamento servirà per rispettare

 “i principi di gradualità, trasparenza, competitività delle offerte e consapevolezza del consumatore”.

 

Cosa ne pensa il Governo?

Dall’altro lato, il Ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli afferma che dietro il rinvio della completa liberalizzazione ci sia la mancanza dell’utenza di una piena comprensione della situazione. È impossibile pensare, quindi, ad un’uscita in toto dalla Maggior Tutela ed auspica una transizione frazionata.

“La questione legata al superamento del regime tariffario di maggior tutela prevede la cessazione dal 1 luglio 2020, credo che questo processo debba essere accompagnato da una maggior consapevolezza dei clienti e da un aumento dei venditori, cosa che oggi non consente un’uscita da quel mercato immediata e tout court dal 2020”.

Restiamo quindi in attesa della conferma della fine della Maggior Tutela oppure della data ufficiale di rinvio.

 

Luglio 2020. Cosa succederà?

Di preciso ancora non si sa. Quel che è certo è che la fornitura di gas e luce non sarà sospesa ma si passerà a tariffe sicuramente più alte della Maggior Tutela. Quanto pagheranno i cittadini per il servizio e a chi resteranno le utenze è però ancora tutto da vedere.

Ecco un estratto dalla Diretta Facebook di Lunedì, 2 Dicembre in cui Giuseppe parla proprio di quest’argomento.

Cosa fare, allora?

Ciò che conviene certamente fare al momento è affidarsi ai nuovi contatori 2G (trovi un approfondimento sui loro vantaggi qui). In più, consigliamo di effettuare periodicamente della auto-letture per evitare sorprese al momento della fine della Maggior Tutela.

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