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Il mercato libero conviene? Sì ma solo online

Secondo gli ultimi dati dell’Autorità per l’Energia solo un consumatore su tre ha abbandonato il mercato tutelato. Più vantaggiosi i contratti sottoscritti on line.

I consumatori sono ancora scettici quando si parla di libero mercato se si tratta di sottoscrivere un contratto per la fornitura di elettricità. Dal 1999, quando il decreto Bersani ha aperto alla concorrenza il settore dell’energia, soltanto una famiglia su tre ha deciso di abbandonare il monopolista di settore.

Due terzi degli italiani preferiscono rimanere all’interno del mercato tutelato snobbando le offerte dei singoli operatori. Anzi, negli ultimi anni è addirittura accaduto che i consumatori abbiano deciso di tornare indietro, delusi dalla concorrenza nel settore e convinti che la “protezione” della tariffa fissata ogni tre mesi dall’Autorità per l’energia sia la scelta migliore.

 

Perché non cambiare?

Secondo i consumatori italiani il mercato libero risulta poco appetibile: lo rivela l’Authority che ha appena pubblicato i risultati del Monitoraggio dei mercati retail relativi al biennio 2014/ 2015. Con risultati sorprendenti e certificando il fallimento del passaggio alla libera concorrenza, almeno per quanto riguarda le utenze domestiche.

Il 68% delle famiglie non è ancora passata al libero mercato, a causa della “limitata conoscenza delle del mercato, probabilmente a causa di una parziale fiducia nei mercati stessi o semplicemente per indifferenza al tema”.

L’Autorità sottolinea anche la “minore appetibilità per i venditori”: in pratica, guadagnandoci poco gli operatori non hanno grande interesse a farsi la guerra a colpi di offerta (come avviene invece per la telefonia) per conquistare nuovi clienti. Tanto è vero che il livello di concentrazione nel mercato domestico rimane elevato, con il primo operatore che mantiene una quota di mercato attorno al 50 per cento.

 

Attenti ai servizi aggiuntivi

Ma perché i consumatori non vogliono passare al libero mercato? Fondamentalmente perché la libera concorrenza ha portato prezzi del servizio più alti. Sembra un controsenso, eppure l’Authority conferma che “le offerte sono spesso caratterizzate dalla presenza di ulteriori servizi collegati alla fornitura e non presenti nei regimi di tutela”

il prezzo del mercato libero comprende una quota di elementi aggiuntivi alla fornitura di energia (come programmi fedeltà, servizi extra, energetici e non) che ne rendono assai ardua la comparazione.

 

La convenienza è on-line!

In realtà il libero mercato può risultare molto conveniente! L’autorità consiglia: cambiare spesso fornitore approfittando dei pochi che propongono offerte più vantaggiose alle famiglie e sottoscrivere sempre un contratto via internet. In questo caso “i venditori minimizzano i costi di acquisizione del cliente rispetto agli altri canali di vendita, consentendo offerte mediamente più vantaggiose”.

 

Nel 2020 cambia tutto

Lo scenario potrebbe cambiare radicalmente l’anno prossimo, quando scatterà l’obbligo per tutti gli utenti di abbandonare il mercato tutelato e sottoscrivere un contratto sul libero mercato. Sempre che venga approvato il decreto Concorrenza che contiene per l’appunto le norme che obbligano allo switch.

Molti addetti ai lavori avvertono che in una prima fase le tariffe saranno destinate a salire, almeno fino a quando gli operatori non cominceranno a farsi una guerra dei prezzi.

Per questo motivo sarà importante abituarsi per tempo a cambiare fornitore così come è già avvenuto nella telefonia alla ricerca del prezzo migliore. A questo scopo l’Autorità ha introdotto la “tutela simile”: in pratica, una serie di operatori è stato selezionato al fine di accompagnare il consumatore verso il mercato libero e guidarlo nella scelta di una offerta semplice, consentendogli di comprendere le modalità ed i meccanismi per poter poi scegliere consapevolmente il proprio fornitore.

 

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