Basta al telemarketing selvaggio!

Sei a casa, a pranzo con la tua famiglia o nel pieno delle faccende domestiche. Improvvisamente il telefono comincia a squillare: sarà un parente con una notizia importante o un amico che non senti da tempo?

Purtroppo no. È ancora lui, quell’operatore che ti ha chiamato non più di una settimana fa. Che ancora non demorde nel proporti quell’offerta “super conveniente” per l’energia di casa.

Quante volte ti sei ritrovato in questa situazione? Bene, sembra che dal primo giugno qualcosa possa cambiare: il monopolista dell’energia in Italia ha deciso di giocare d’anticipo sulle nuove norme anti-chiamate moleste promesse dalla Riforma del Registro delle Opposizioni e si autoregolamenta annunciando che “non chiamerà più al telefono per stipulare nuovi contratti di fornitura per elettricità a gas”.

 

Ce ne siamo liberati definitivamente?

Probabilmente no. Il testo di legge come è stato votato al Senato e ora all’esame della Camera ha raccolte critiche severe da parte del Garante della privacy Antonello Soro, il quale ha parlato di “sconcerto e preoccupazione”, in quanto – a suo dire –  la norma relativa al telemarketing

“elimina il requisito del consenso preventivo per le chiamate promozionali, ‘liberalizzando’ il fenomeno del telemarketing selvaggio e prevedendo come unica forma di tutela dell’utente la possibilità di rifiutare le sole chiamate successive alla prima“.

Si tratta comunque di un leggero passo avanti, che arriva dopo numerose campagne da parte di associazioni di consumatori e giornali che le hanno sostenute: lo ha fatto, per esempio, il quotidiano Il Tirreno che al fenomeno ha dedicato inchieste e servizi nonché una raccolta firme per provvedimenti a favore della tutela della privacy.

 

L’ultimo di una serie di errori…

Di un fenomeno collegato al telemarketing si è occupata, di recente, anche un’altra autorità di controllo: come già descritto in un articolo precedente l’Antitrust ha aperto un procedimento nei confronti proprio di Enel, assieme ad A2a ed Acea per operazioni di recupero clienti passati ad altri operatori, approfittando della loro posizione dominante sul mercato. Tutto ciò utilizzando dati già in possesso, compresi i numeri di telefono e indirizzi.

 

Come difendersi dalla giungla dei call-center?

Se ci hai seguiti in passato conosci già i principali trucchi per difendersi dalle truffe telefoniche. È per questo che noi di Revoluce non proponiamo MAI la nostra offerta contrattuale tramite telefono, a meno che non siano gli utenti stessi a contattarci (e anche in questo caso la stipula del contratto avviene comunque esclusivamente on-line).

Ci teniamo alla tua serenità e alla tua privacy. Pertanto, se riceverai in futuro chiamate di sedicenti call-center che vogliono proporti un contratto con Revoluce, INFORMACI SUBITO, perché probabilmente potresti essere vittima di una truffa!

Se ritieni di subire troppo chiamate commerciali sappi che l’AGCM, l’Autorità Garante del mercato della concorrenza, offre un servizio di segnalazioni sul proprio sito, dove potrai segnalare ogni chiamate commerciale che ti arriva. Certo c’è da perderci un po’ di tempo ma segnalazione dopo segnalazione potranno cambiare le cose.

Inoltre un altro strumento che ci teniamo di consigliarti è quello di installare sul tuo smartphone un’applicazione per il riconoscimento dei numeri di telefono. Nell’app store o play store sono diverse ormai le applicazioni che permettono di scoprire chi ti sta chiamando ancora prima di rispondere. Tutte le chiamate commerciali, grazie a dei registri presenti online, verranno segnalate come spam e potrai tranquillamente rifiutarle e bloccare il numero.

 

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