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Energia, liberi tutti! (ovvero, come sopravvivere all’avvento del mercato libero)

Manca poco più di un anno all’abolizione del mercato tutelato. Ma gli italiani sono davvero consapevoli di cosa significhi passare al mercato libero dell’energia? La trasmissione RAI “Report” ha messo in luce la confusione che ancora oggi regna in questo settore: noi di Revoluce proviamo a fare chiarezza.

“Se mi lasci non vale”: è con il motivetto del famoso successo di Julio Iglesias del ‘76 che apre la puntata di Report – il famoso programma d’inchiesta di RAI 3 – che riprende, a poco più di un anno dalla fatidica data di Luglio 2010, la situazione attuale del mercato dell’energia in Italia.

Di seguito vi lasciamo il link del servizio integrale proposto da Report il 13 maggio 2019.

http://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Se-mi-lasci-non-vale-e9c5268d-073d-41e0-ba5c-7707afec9f26.html

“Il nuovo è un imbroglio”.

“Ti obbligano a passare al mercato libero”

“Sulle bollette ci capisco molto poco”.

Sono solo alcuni dei commenti che riassumono il sentiment attuale degli italiani quando si parla di energia e di bollette. Una triste conseguenza della confusione accumulata in un processo, quello di liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica e gas, avviato da più di 20 anni ma che ancora stenta a raggiungere i suoi obiettivi originari.

 

Cosa significa liberalizzazione?

Negli anni ‘60 in Italia c’era un un solo soggetto (ENEL) che vendeva energia in Italia; nelle zone geografiche in cui non arrivava la portata di Enel intervenivano ACEA (per la zona di Roma) e A2A (per le province di Milano e Brescia).

Questa situazione è durata fino alla metà degli anni Novanta, quando il cd. decreto Bersani recepisce le indicazione europee per avviare un processo di liberalizzazione dell’energia con lo scopo di garantire il graduale passaggio da un regime di monopolio a uno di libera concorrenza.

Dal 2007 ad oggi in Italia hanno quindi vissuto, fianco a fianco, due entità:

    • il mercato libero
    • il mercato tutelato (o maggior tutela)

Il regime di maggior tutela (che prevede per i consumatori tariffe definite trimestralmente dall’Autorità per l’Energia) doveva durare 10 anni: in questo periodo i consumatori avrebbero avuto quindi tutto il tempo per scegliere un fornitore del mercato libero.

Nei fatti, la durata del regime di maggior tutela ha subito già 3 proroghe; nel frattempo, sono ancora 20 milioni i consumatori che acquistano energia da un operatore che fa capo alla maggior tutela, mentre si contano sul mercato più di 500 operatori.

 

Gli italiani sanno abbastanza del mercato libero?

Per cominciare ad informarsi e dare un supporto concreto ai tutti quei consumatori che vogliono entrare nel mercato libero dell’energia ’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha realizzato un Vademecum, con l’obiettivo di aiutare il consumatore e minimizzare i rischi di scelte sbagliate.

Lo potete trovare a questo link: https://www.agcm.it/pubblicazioni/vademecum-appalti

Tuttavia, oggi sono ancora pochi gli italiani che hanno scelto consapevolmente un fornitore del mercato libero dell’energia. Si possono dividere fondamentalmente in due categorie:

      • Chi non ha scelto ancora il fornitore di energia (ovvero, è ancora in maggior tutela);
      • Chi, anche a sua insaputa, è passato al regime di mercato libero.

Perché abbiamo sottolineato “anche a sua insaputa”?

Perché nel periodo di transizione di cui abbiamo prima accennato alcuni monopolisti hanno cercato di portare, in modo non sempre trasparente, i propri clienti nel ramo di mercato libero.

 

Il mercato è davvero “libero”?

“L’ACEA ha varato un piano per trasferire da qui al 2018 la maggior parte dei clienti possibile sul mercato libero, selezionando nella platea di clienti quelli più convenienti.”

Abbiamo riportato le parole di Alberto Irace, Amministratore Delegato di Acea dal 2014 al 2017.

Cosa è successo in pratica? Semplicemente, i big del mercato tutelato hanno insistito sui propri clienti per far sì che scegliessero la loro controparte del mercato libero, in vista della completa liberalizzazione del mercato.

Liste di migliaia e migliaia di clienti sono passate da un operatore della maggior tutela a un altro del libero mercato: non attraverso un acquisto vero e proprio, ma bensì con un semplice transito tra società appartenenti allo stesso gruppo. E nel frattempo clienti si sono trovati con contratti che non avevano mai firmato.

Lo ha fatto Acea Energia, società controllata da ACEA, e lo ha fatto la stessa ENEL. Per questo motivo sono partite istruttorie da parte dell’Antitrust e entrambe le società sono state multate, rispettivamente per 16 e 93 milioni di euro.

Anche noi abbiamo già parlato di truffe legate al mondo dell’energia, realizzando un report disponibile a questo link.

 

Come fanno gli utenti a scegliere e decidere?

Orientarsi nel mercato libero per un cittadino non è semplice: esistono infatti più 550 fornitori, tutti con offerte a prima vista “imperdibili”.

Se paragoniamo questi dati a quelli di altre nazioni europee, il confronto è impietoso: ad esempio, in Inghilterra esistono solo una trentina di fornitori, a fronte delle nostre 5 centinaia.

Inoltre, come evidenzia anche la giornalista di Report, sono molto pochi i consumatori in grado di leggere e capire una bolletta. Secondo alcuni dati 9 utenti su 10 non sanno quanto spendono effettivamente per luce e gas ed è difficile potersi orientare nel mercato libero.

Il problema principale è questo: per una scelta consapevole il cliente dovrebbe avere la consapevolezza di quanto spende per l’energia. Ma nella stragrande maggioranza dei casi non è così.

Nell’intervista a un consumatore si sottolinea che, su una bolletta di oltre 300€, la spesa effettiva per l’energia è di soli 71€. Il resto sono tasse!

 

Come uscire dall’incubo delle bollette incomprensibili

Tra spese per trasporto, distribuzione e oneri di sistema, il prezzo per la materia prima rappresenta solo il 40% della spesa totale. ¼ dei costi va a finire negli oneri di sistema, che dal 2010 al 2016 sono passati da 5 a 10 miliardi.

All’interno di questi oneri di sistema ci sono costi che definire “opachi” è un eufemismo (ma di questo ci occuperemo a breve, in un altro articolo).

Questo problema si ripercuote anche sui costi.

Secondo gli ultimi dati Eurostat (aggiornati al secondo semestre del 2017) le bollette italiane sono tra le più care d’Europa: ogni mese nel nostro Paese si spende in media per l’energia molto di più che in Inghilterra, Francia e Olanda. Come fare allora per uscire dall’incubo?

Se è vero che per una scelta consapevole il cliente dovrebbe avere la consapevolezza di quanto spende per l’energia, la soluzione è semplice: affidarsi a società che ti dicono realmente quanto spendi per quello che consumi.

Noi vogliamo suggerirti una soluzione. Si chiama Revoluce ed è la prima energia ricaricabile facile, economica e trasparente che rivoluziona il modo in cui acquisti energia per la tua casa grazie ad un prezzo al kWh tutto incluso e senza costi fissi. Il totale da pagare è dato semplicemente dalla moltiplicazione del prezzo tutto incluso x i consumi e non c’è nessun onere extra da applicare.

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