Mercato libero, nel 2020 scelto da quasi il 62% dei consumatori

Frecce tricolore

Nel 2020 ammonta a quasi il 62% la media percentuale dei consumatori che si ritrovano nel mercato libero, per il servizio energetico, su un totale di oltre 36 milioni e mezzo di punti di prelievo, tra utenze domestiche e altri usi. La percentuale delle sole utenze domestiche è del 56% su oltre 29 milioni e mezzo di punti di prelievo attivi.

Sono questi i numeri che l’ARERA ha reso noti in relazione al monitoraggio retail (vendita al dettaglio) al 31 dicembre del 2020.

Oltre a queste percentuali, che possono dire tutto come possono dire niente, Revoluce ha voluto approfondirle, per evidenziare le discrepanze tra nord e sud, e come l’approccio al mercato libero varia tra le varie zone geografiche del Bel Paese.

In particolar modo l’approfondimento è stata fatto in relazione alle utenze domestiche attive in Italia che di recente si sono viste rinviare la cessazione del mercato tutelato di un anno, nonché al 1° gennaio 2023.

 

Nord e sud, l’eterno divario?

L’approccio più spinto verso il mercato libero viene rilevato principalmente nelle provincie del Nord, dove si raggiungono percentuali anche del 70%.

Il podio del Nord Italia, se così vogliamo definirlo, è composto dalla provincia di Terni al primo posto con quasi il 71%, segue Modena discostata di pochissimo, invece il terzo posto se lo contengono le provincie di Biella e Vercelli, con un abbondante 69%.

L’altro lato della medaglia, invece, vede un Sud Italia poco propenso all’approccio al mercato libero, dove i primi due posti del podio sono coperti dalla Sardegna con le provincie Sud Sardegna e Cagliari, rispettivamente con 38% e 41% degli utenti nel libero mercato. Il terzo posto, oltre a vedere ancora una provincia del Sud, Avellino, vede, a gran sorpresa, anche la provincia di Sondrio, entrambe a circa il 45% di quote utenze nel libero mercato.

La provincia di Sondrio risulta quasi una nota fuori dal coro visto che quasi la totalità del Nord Italia si trova con percentuali tutte al di sopra della media nazionale. Le uniche provincie al di sotto, oltre a Sondrio, sono Imperia e Belluno che si scostano di qualche punto percentuale.

Al Sud è tutto l’opposto. Le provincie fanno fatica ad emergere con percentuali significative, ritrovandosi per gran parte sotto la media nazionale. 

La percentuale più alta, da Napoli a scendere, risulta essere in Sicilia, nella provincia di Ragusa, che riesce a sfiorare il 62% di utenze nel libero mercato.

Questi numeri fanno riflettere sul livello di percezione del mercato libero, non ben definito per tutto lo stivale.

Sarà colpa della poca informazione? O dei continui disservizi e truffe che vengono associate costantemente al mercato libero?

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