Prosumer: il nuovo termine dell'energia introdotto dal Milleproroghe -
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Prosumer: il nuovo termine dell’energia introdotto dal Milleproroghe

Il decreto Milleproroghe – approvato sul finire del 2019 – ha introdotto modifiche e nuovi contenuti nel mondo dell’energia elettrica. In ultimo il “prosumer”. Scopriamo cosa significa e cosa comporta.

La notizia sensazionalistica emersa dall’argomento energia del decreto Milleproroghe 2019 è il rinvio della fine della Maggior Tutela. È risaputo ormai che il mercato energetico si suddivide in due categorie. Mercato Tutelato (o Maggior Tutela) che sottostà all’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Mercato Libero, in cui ogni fornitore popone le migliori condizioni contrattuali e tariffarie. È bene sapere che nel decreto approvato a fine 2019 sono presenti altre condizioni legate all’energia elettrica. Oggi prenderemo in esame alcune norme che ci allineano agli standard europei. Per farlo partiamo proprio dal concetto di prosumer.

 

Cos’è un prosumer?

Secondo Wikipedia, Prosumer è una parola macedonia (portmanteau) mutuata dall’inglese, formata dalla composizione della parola producer, con la parola consumer.

Il Prosumer produce l’energia che usa, la accumula e la scambia con la rete, riducendo quindi le spese per comprarla, l’inquinamento per trasportarla e stoccarla. Auto-consuma, produce, accumula in modo moderno, e nel futuro prossimo potrebbe potenzialmente rivendere gli eccessi sul libero mercato.

In parole povere, questo nuovo termine indica un utente che produce, consuma e rivende l’energia elettrica.

Questo è possibile grazie agli impianti di autoproduzione (come quelli fotovoltaici) e agli impianti condivisi (magari un condominio).

Perché questa è una norma inserita nel Milleproroghe? Semplice.

 

La norma del Milleproroghe

Questo percorso è partito da una richiesta dell’Europa; infatti questo dovrebbe portare a riduzione di sprechi, abbassamento dei prezzi e maggiore autonomia. Non ultimo, potrebbe influire in maniera drastica e decisiva nella riduzione del riscaldamento globale nonché dell’inquinamento collettivo che attanaglia il mondo.

Con questa norma, in discussione pochi giorni fa, si provvede alla fruizione, promulgazione e promozione delle fonti rinnovabili. Inoltre, il concetto di prosumer sposa perfettamente il Green Deal (fondo europeo a sostegno del verde).

Di fatto, l’elettricità che consumiamo per cuocere la torta in forno la potremmo produrre noi stessi, in cima al tetto del condominio.

Gli assembramenti di case, i gruppi di imprenditori confinanti, villette a schiera e condomini potranno installare impianti di autoproduzione. L’energia prodotta potrà essere consumata subito, rivenduta oppure stoccata ed essere usata in seguito.

 

Come funzionerà?

Nell’aspetto pratico si partirà con una sorta di esperimento. Dovrebbe permettere l’installazione di impianti fino a 200kW di potenza. Questo programma durerà fino al 30 giugno 2021. È presente e prevista una formula di incentivi che non saranno cumulabili con quelli già in corso. Si stanno studiando anche le possibili detrazioni fiscali per impianti autoproduttivi.

Una sorta di energy sharing, di energia a km 0, di creazione di comunità energiche.

Il Vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini, ha sottolineato che

finalmente sarà possibile produrre e scambiare l’energia pulita nei condomini e tra imprese, tra edifici pubblici e attività commerciali. In questo modo si apre la strada per progetti locali di impianti solari in autoproduzione ma anche per scambiare localmente l’energia in eccesso, con riduzione di sprechi e vantaggi tanto ambientali quanto economici per imprese, famiglie e comunità.

Un’idea che coadiuvata dalla tecnologia Li-Fi potrebbe proiettarci in un instante nel futuro florido da sempre visto nei film fantascientifici degli anni ’70 e ’80.

 

Come si integra con Revoluce?

Già allo stato attuale, Revoluce risulta una delle scelte preferite da chi possiede impianti fotovoltaici. Infatti, con Revoluce consumi solo l’energia che non autoproduci, riducendo così costi e consumi.

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Revoluce è una delle startup innovative del mercato energetico e come tale siamo già pronti a questa nuova rivoluzione. Infatti, grazie ad un prezzo al kWh tutto incluso e senza costi fissi il totale da pagare è dato semplicemente dalla moltiplicazione del prezzo tutto incluso x i consumi. Non c’è nessun onere extra da applicare, ad esclusione ovviamente del canone RAI e dei normali costi per eventuali richieste di aumento di potenza, voltura, subentro, ecc…